Lo standard dell’audio Over IP

Lug 23, 2026Tecnica

Come Dante ha pensionato lo snake analogico e conquistato l’audio professionale, e come con Dante AV la piattaforma si è estesa al video.

Chi ha fatto live sound negli anni dello snake analogico se lo ricorda: cinquanta metri di multipolare da 32 canali, pesante come un’incudine, da srotolare tra palco e regia. Poi è arrivato Dante (Digital Audio Network Through Ethernet), sviluppato dall’australiana Audinate a partire dal 2006, e quel cavo è diventato un Cat5e. Oggi Dante è lo standard de facto del networking audio professionale — migliaia di prodotti compatibili, da Yamaha a Shure passando per QSC e Allen & Heath — e con Dante AV la stessa piattaforma ha esteso il modello al video. La promessa è sempre quella: qualsiasi sorgente, qualsiasi destinazione, un clic per collegarle.

Come funziona, in due parole

La ricetta tecnica è pulita: audio PCM non compresso, impacchettato in flussi RTP su UDP/IP — tipicamente 1 ms di audio per pacchetto — su normale Ethernet a 100 Mbps o 1 Gbps, in unicast per le connessioni punto-punto e multicast per le distribuzioni. La sincronizzazione è affidata al PTP (IEEE 1588): un master clock viene eletto automaticamente sulla rete e tiene tutti i dispositivi allineati con precisione al microsecondo — il word clock, senza il cavo del word clock. E la parte che ha conquistato i fonici è la gestione: i dispositivi si annunciano via mDNS, e Dante Controller (software gratuito) mostra l’intera rete in una matrice: sorgenti in colonna, destinazioni in riga, un clic sull’incrocio e il canale è instradato.

La piattaforma: non solo audio

Negli anni Dante è diventato una famiglia, e conoscere i nomi aiuta a leggere i cataloghi. Dante Audio è il cuore: fino a 512 canali bidirezionali per link gigabit, PCM 24/32 bit a 48/96 kHz, latenza da 0.1 ms, ridondanza su doppia rete opzionale. Dante AV Ultra porta il video con compressione leggera (JPEG 2000) e latenza sub-frame, con audio e video perfettamente sincronizzati — pensato per IMAG e broadcast. Dante AV-H è la declinazione economica su codec H.264/H.265: camere PTZ, encoder e decoder con audio Dante integrato e routing indipendente di audio e video. Dante Domain Manager aggiunge domini, autenticazione, routing inter-VLAN e audit per le grandi installazioni; gli adattatori Dante AVIO portano in rete XLR analogiche, AES3 e USB per il retrofit del parco macchine esistente; e la modalità AES67 garantisce l’interoperabilità con RAVENNA, Q-LAN, ST 2110-30 e gli altri ecosistemi AoIP.

Dove si usa davvero

Praticamente ovunque ci sia audio professionale. Nel live e touring Dante ha eliminato lo snake: FOH, monitor e stagebox si parlano su un Cat5e, centinaia di canali compresi. Nelle installazioni fisse — aeroporti, stadi, hotel, campus — l’audio raggiunge decine di zone sulla rete IP esistente, senza cablaggio dedicato. Negli studi broadcast e di registrazione console, interfacce, processori e DAW si interconnettono via Ethernet; nelle sale conferenze microfoni e DSP vivono sulla LAN aziendale, gestiti centralmente. E con Dante AV il modello si estende alla distribuzione video: gateway HDMI/SDI e camere PTZ che viaggiano sulla stessa rete dell’audio, con lo stesso Controller.

Dante vs AES67 vs ST 2110-30 vs RAVENNA

Il mondo audio-over-IP non è solo Dante, e nei capitolati questi nomi si incontrano tutti. La differenza vera non è nei numeri — i formati audio sono simili — ma nel modello: Dante vende un’esperienza chiavi in mano, gli standard aperti vendono l’interoperabilità.

DanteAES67ST 2110-30RAVENNA
TipoProprietario (Audinate)Standard aperto AESStandard SMPTEAperto (Merging Tech.)
Canali max512 su 1 GbEVariabile8 per streamCentinaia per link
Latenza0.1–10 ms configurabile~1 ms tipica~1 ms tipicaDa ~0.1 ms
SincronismoPTP IEEE 1588PTP v2PTP v2 (ST 2110-10)PTP v2
DiscoverymDNS automaticaManuale / NMOSNMOS IS-04/05mDNS / SAP
Mercato tipicoLive, install, broadcastInteroperabilitàBroadcast IPBroadcast, studio

L’ecosistema: chi fa cosa

Il vero asset di Dante è l’adozione: le console di Yamaha e Allen & Heath, i sistemi microfonici Shure, gli amplificatori e i DSP QSC e Bose — l’elenco dei produttori supera il mezzo migliaio, ed è il motivo per cui “c’è il Dante?” è ormai la prima domanda in ogni sopralluogo. Sul fronte video, Dante AV-H sta seguendo la stessa strada delle PTZ NDI: produttori come Marshall, PTZOptics e AIDA integrano il modulo direttamente in camera, con l’audio Dante che viaggia già sincronizzato.

Cosa serve davvero (checklist da sopralluogo)

Dante è tollerante, ma la rete va comunque trattata con rispetto — soprattutto quando i canali diventano centinaia.

  • Switch gigabit gestito, con QoS/DSCP che dia priorità a PTP e audio
  • Energy Efficient Ethernet (EEE) disattivato: crea jitter al clock
  • VLAN dedicata all’audio sulla rete condivisa
  • Ridondanza Dante (rete primaria + secondaria) per gli eventi critici
  • Latenza impostata secondo l’uso: 1 ms live, anche meno in install
  • PoE a disposizione per stagebox e adattatori AVIO

In sintesi

Dante ha fatto all’audio quello che NDI avrebbe poi fatto al video: ha trasformato un problema di cablaggio in un problema di rete — e i problemi di rete si risolvono con un clic, non con un saldatore. Con Dante AV la piattaforma gioca ora anche la partita del video, forte di un vantaggio che nessun concorrente ha: essere già installata in migliaia di regie, teatri e sale del mondo. Lo snake è in soffitta, e non scenderà più.

Dante® e Dante AV sono marchi registrati di Audinate Pty Ltd. I nomi di prodotto citati appartengono ai rispettivi proprietari.

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