
Lo standard che ha smontato l’SDI pezzo per pezzo e l’ha rimontato su Ethernet: come funziona la famiglia ST 2110, cosa chiede alla rete e perché il PTP è il vero protagonista.
Se NDI ha portato il video su IP nelle produzioni leggere, SMPTE ST 2110 è l’operazione seria: la famiglia di standard con cui il broadcast di fascia alta sta pensionando le matrici SDI. Pubblicata dalla SMPTE a partire dal 2017, definisce come trasportare video, audio e dati non compressi su reti IP gestite — stessa qualità dell’SDI, ma con la scalabilità di una rete. Non a caso è la base tecnica di IPMX e la strada scelta da BBC, EBU, Sky, ESPN e da gran parte delle emittenti che stanno migrando a IP.

La differenza concettuale rispetto a tutto ciò che è venuto prima sta in una parola: separazione. In un cavo SDI (e anche in ST 2022-6, che l’SDI lo incapsulava e basta) video, audio e metadati viaggiano impacchettati insieme. In ST 2110 no: ogni essenza è uno stream RTP indipendente, trasportato via UDP tipicamente in multicast, descritto da un SDP e sincronizzato con gli altri via timestamp. Volete prendere l’audio della camera 1 e il video della camera 3? Nessun de-embedding: sono già flussi separati sulla rete.
La famiglia: chi fa cosa
ST 2110 non è un singolo standard ma una famiglia numerata, e la nomenclatura vale la pena impararla perché nei datasheet la trovate ovunque. ST 2110-10 definisce il timing di sistema, basato su PTP (IEEE 1588v2). ST 2110-20 è il cuore: video non compresso su RTP/UDP, qualsiasi risoluzione e frame rate, 4:2:2 e 4:4:4 fino a 4K/8K; il -21 ne disciplina il traffic shaping (profili N, NB, W). ST 2110-30 trasporta audio PCM fino a 8 canali per stream a 48/96 kHz e 24 bit, mentre il -31 veicola AES3 trasparente, Dolby E incluso. ST 2110-40 porta i dati ancillari SMPTE 291: sottotitoli, timecode, tally, metadata HDR. E poi c’è ST 2110-22, l’eccezione che conferma la regola: video a compressione costante (in pratica JPEG XS) per contribuzione e reti meno muscolose. A far da collante, fuori da SMPTE, le specifiche AMWA NMOS IS-04/05: discovery e connection management, il “pannello di patch” software di un impianto 2110.

Il vero protagonista: il PTP
La sincronizzazione è il cuore — e la parte che fa sudare gli impiantisti. Senza un riferimento temporale condiviso ad altissima precisione, flussi prodotti da sorgenti diverse non si possono combinare senza artefatti. ST 2110 usa il PTP (IEEE 1588v2): un Grandmaster Clock, tipicamente agganciato al GPS/GNSS, distribuisce il tempo a tutta la rete con precisione nell’ordine dei nanosecondi; gli switch lo propagano come Boundary o Transparent Clock; ogni sender e receiver si allinea a quel riferimento. Il risultato pratico: qualsiasi frame di qualsiasi camera si combina con qualsiasi audio di qualsiasi mixer, senza frame buffer né compensazioni manuali. È il genlock, reinventato per l’IP — e la scelta dello switch giusto, con supporto PTP hardware, non è un dettaglio: è il progetto.
Quanto pesa? Facciamo i conti
Qui casca l’asino, ed è bene saperlo prima del preventivo: il video non compresso è un fiume in piena. La banda per un singolo stream ST 2110-20 cresce in fretta con risoluzione e frame rate.

Tradotto: 10 GbE per l’HD, 25 GbE per il 4K, 100 GbE per le dorsali. Dove la banda non c’è, entra in gioco ST 2110-22 con JPEG XS.
ST 2110 vs SDI vs ST 2022-6
Il confronto a tre è quello giusto, perché ST 2022-6 — l’SDI incapsulato in IP — è stato il ponte con cui molti impianti hanno iniziato la migrazione. ST 2110 è il punto d’arrivo.
| SDI | ST 2022-6 | ST 2110 | |
|---|---|---|---|
| Mezzo fisico | Coassiale dedicato | Ethernet IP | Ethernet IP |
| Separazione flussi | No, tutto in un cavo | No, SDI incapsulato | Sì: video, audio e dati separati |
| Qualità video | Non compressa | Non compressa | Non compressa |
| Sincronizzazione | Genlock / TRS | Timestamp RTP | PTP IEEE 1588v2 |
| Scalabilità | 1 cavo = 1 segnale | Limitata | Decine di stream per rete |
| Controllo / routing | Matrice fisica | Routing IP base | NMOS IS-04/05 software |
L’ecosistema: dal gateway alla regia
Fino a ieri ST 2110 significava hardware da carrier e prezzi da carrier. La novità degli ultimi anni è la democratizzazione, e qui il nome che ha cambiato il listino è Blackmagic Design: i convertitori della serie 2110 IP — dal 2110 IP Converter 3x3G al piccolo 2110 IP Mini BiDirect 12G — fanno da gateway tra SDI/HDMI e la rete 2110 a costi che fino a poco fa erano impensabili per questo mondo, con NMOS a bordo. E la linea si sta allargando rapidamente a switcher, recorder e schede DeckLink IP, segno che il 2110 sta scendendo dalle regie di rete nazionale verso gli impianti di medie dimensioni.

Cosa serve davvero (checklist da progetto)
Con ST 2110 la rete non “si adatta”: si progetta. Non è la LAN dell’ufficio con più banda, è un impianto a tutti gli effetti — e queste sono le voci che non possono mancare nel capitolato.
- Switch 10 GbE per l’HD, 25 GbE per il 4K, con buffer generosi
- Supporto PTP hardware (Boundary o Transparent Clock)
- Grandmaster Clock ridondato, con riferimento GPS/GNSS
- IGMPv3 e multicast routing configurati correttamente
- QoS con marking DSCP: media, PTP e best-effort su code separate
- Rete rossa/blu (dual path, ST 2022-7) per la ridondanza seamless
In sintesi
ST 2110 non è la versione “pro” di NDI, è un altro sport: qualità non compressa, timing sub-microsecondo e un’infrastruttura che va progettata come si progettava una regia SDI — solo che al posto della matrice c’è una rete. Il biglietto d’ingresso si sta abbassando, i gateway costano una frazione di ieri, e la direzione del broadcast di fascia alta è segnata. Se l’SDI è stato il DNA della televisione per trent’anni, il 2110 è la sequenza riscritta per l’era IP.
SMPTE® e ST 2110 sono standard della Society of Motion Picture and Television Engineers. I nomi di prodotto citati appartengono ai rispettivi proprietari.












