IBC over IP
Il centro RAI di Amsterdam sta ospitando l’edizione 2026 di IBC, con oltre 1.300 espositori distribuiti su quattordici padiglioni. Al netto dei titoli sull’intelligenza artificiale, chi lavora sul campo ha trovato una fiera molto concreta: meno annunci di rottura, più prodotti che colmano il divario tra quello che è già installato e quello che serve adesso.
Abbiamo messo in fila le novità di sei marchi che seguiamo da vicino. Il filo conduttore è piuttosto evidente: l’IP non è più il traguardo, è diventato il tessuto connettivo su cui tutto il resto si appoggia.
Telycam: la serie Explore cresce e arriva il controllo integrato

Telycam si presenta ad Amsterdam con la generazione rinnovata della serie Explore, presentata a giugno. Explore 100, 300 e 500 sostituiscono rispettivamente Explore SE, Explore XE e il modello di punta precedente.
La novità meccanica riguarda tutti e tre i modelli: nuovo motore brushless DC e sincronizzazione a tre assi, pensati per eliminare quella sensazione “robotica” nei movimenti che resta uno dei limiti storici delle PTZ in contesti broadcast. Explore 300 ed Explore 500 montano un sensore 4/3″ con zoom ottico 20x e autofocus ibrido, più un filtro ottico passa-basso (OLPF) che riduce il moiré quando si riprende davanti a pareti LED: dettaglio non secondario per chi lavora in virtual production o in studi con fondali a LED. Explore 100 adotta invece un sensore 1/1.8″ con zoom 30x e si posiziona come porta d’ingresso economica alla qualità broadcast.
Accanto alle camere c’è Mix One, lo switcher all-in-one annunciato a gennaio e costruito attorno a flussi di lavoro PTZ-first. In un unico corpo trovano posto switcher, encoder, decoder, monitor e controller camera: sei ingressi tra HDMI, USB-C e IP (NDI HX, SRT, RTMP, RTSP), uscite HDMI, USB o IP fino a 4K60, display touch da 8,8″, joystick a effetto Hall, ingressi XLR con phantom 48V e registrazione su USB o SD. Il controllo camera avviene via VISCA, VISCA over IP, NDI o seriale, con regolazione di esposizione, colore e bilanciamento del bianco direttamente dall’interfaccia dello switcher.
Sul fronte software, il marchio insiste sulle funzioni AI di auto-tracking, tracking audio e switching automatico: l’obiettivo dichiarato è abbassare la barriera operativa per team non specializzati, in particolare nel corporate, dove le aspettative di qualità sono ormai allineate a quelle del broadcast.
Kiloview: Hybrid AV-over-IP e prima occhiata a NDI 6.4
Kiloview (Hall 7, stand 7.A47) ha costruito lo stand attorno a un concetto che ripete da qualche edizione ma che quest’anno ha finalmente una dimostrazione completa: Hybrid AV-over-IP. Non si tratta semplicemente di far convivere SDI e IP, ma di far lavorare insieme protocolli diversi, hardware e software, risorse on-premise, remote e cloud come un unico ambiente di produzione.
La demo segue il segnale dall’inizio alla fine. Gli encoder bonding della serie P raccolgono i contributi dal campo su connessioni multiple; KiloLink Station Pro li riceve e li gestisce centralmente, con monitoraggio, device management e uscite SDI sincronizzate verso l’infrastruttura esistente. Da lì AVX24-4 Media HUB offre visibilità e controllo sulla rete media IP (dispositivi, stream, stato rete, routing, diagnostica in un’unica vista), mentre lo chassis Cradle RF02 fornisce la piattaforma modulare per encoding, decoding, routing, multiview e processing, con capacità di calcolo che estende lo stesso sistema alla produzione live software-defined. Il tutto in 4RU: è questo, più che i singoli prodotti, il messaggio.

L’altro pezzo forte è l’anteprima dell’implementazione Kiloview di NDI 6.4, mostrata dentro flussi di lavoro reali e non come demo isolata. Le novità riguardano la registrazione nativa, un routing più mirato e il buffering configurabile, applicati a recording, gestione del segnale, routing e produzione.
Fuori dalla catena broadcast tradizionale c’è U4 IP Video Dock, che porta sorgenti IP professionali direttamente su USB, HDMI e DisplayPort. Via USB UVC/UAC il video IP viene riconosciuto come normale sorgente camera e audio da Teams, Zoom, Google Meet e OBS, mentre HDMI e DisplayPort servono display e monitoring 4K. È la risposta pratica a una domanda che riceviamo spesso: come faccio a usare la stessa infrastruttura video per la regia, per lo streaming e per la sala riunioni senza costruire tre catene separate.
Da segnalare infine la partnership con Zixi: il decoder D350 ha ricevuto il supporto nativo al protocollo Zixi tramite aggiornamento firmware, già disponibile e applicabile alle unità esistenti. Per chi lavora in contribuzione su reti non garantite è un’aggiunta che evita hardware supplementare o conversioni di protocollo.
Sony: PTZ con AI, dalla sala riunioni al campo da basket
Nella Hall 13, sotto il tema “Creativity Connected”, Sony ha portato le ultime arrivate della famiglia PTZ.

SRG-AS10 è la camera con auto-framing basato su AI proprietaria: riconosce e insegue il soggetto mantenendo una composizione naturale, con sensore 4K da 1/2,8″ di tipo STARVIS e ripresa fino a 4K 60p. SRG-XS10 è la versione base, senza auto-framing, per chi cerca semplicemente una 4K PTZ affidabile. Entrambe puntano su movimenti pan e tilt fluidi, senza accelerazioni e decelerazioni brusche, e su buone prestazioni in poca luce. La disponibilità è annunciata verso la fine del 2026.
Il modello di fascia alta BRC-AM7 arriva a IBC con il firmware versione 3.1, che migliora il tracking nella modalità Ball Sports dedicata al basket. Su una PTZ con auto-framing questo tipo di aggiornamento conta più di quanto sembri: la differenza tra un inseguimento utilizzabile in diretta e uno da correggere a mano sta quasi sempre nella logica di tracking specifica per disciplina, non nell’ottica.
Il contorno è l’ecosistema: le camere di sistema della nuova serie R e le soluzioni software Nevion (MOXELA e VideoIPath) per il trasporto e l’orchestrazione, a comporre una catena che scala dalla grande produzione broadcast al piccolo streaming.
ClassX: MixBoard prende il controllo delle PTZ e ve lo fa vedere in streaming.
La software house toscana si conferma come motore tecnologico dietro parte dell’offerta FOR-A, presente allo stand 2.B53 e 1.C14.

La software house toscana si conferma come motore tecnologico dietro parte dell’offerta FOR-A, presente allo stand 2.B53.
MixBoard, lo switcher software basato su tecnologia ClassX, va oltre il semplice mixer audio e video: genera in parallelo versioni del contenuto per formati e aspect ratio diversi e gestisce lo streaming verso destinazioni broadcast e online. Le novità di questa edizione sono: la prima dimostrazione del controllo completo per camere PTZ integrato nella piattaforma, che chiude un cerchio importante per le produzioni leggere multicamera e le funzionalità di streaming e recording.
Ancora più interessante è la dimostrazione congiunta con CuePilot, la piattaforma di pre-visualizzazione usata per pianificare posizioni camera, movimenti, luci e cue audio su un’unica timeline. A IBC 2026 la timeline di CuePilot pilota in tempo reale MixBoard e il generatore di grafica LiveBoard: avanzando lungo la scaletta si attivano automaticamente cambi scena, richiami di layout, grafiche e playback. Il produttore organizza tutto in pre-produzione e lo vede eseguito in diretta. Per show musicali, eventi e format a scaletta fissa è uno di quei passaggi che cambiano davvero il modo di lavorare in regia.
Blackmagic Design: il capitolo IP 2110
Allo stand 7.C49 Blackmagic ha continuato il percorso avviato al NAB, quando ha presentato in blocco un’infrastruttura SMPTE ST 2110 completa costruita attorno a Ethernet 100G. Qui ci concentriamo solo sulla parte IP, che è quella che interessa a chi sta valutando una migrazione.
ATEM 4 M/E Constellation IP e IP Plus sono mixer di produzione nativi 2110, non versioni IP-ate di modelli SDI. Il progetto è nuovo: raffreddamento front-to-back, alimentatori AC ridondanti, connessioni PTP ridondanti, due porte 10G Ethernet per il controllo e supporto SMPTE 2022-7 su tutte le porte video. Ogni connessione 100G bidirezionale gestisce otto canali video in ingresso e otto in uscita, con doppio connettore per la ridondanza: in pratica quattro cavi sostituiscono una sessantina di BNC. Il modello base offre 32 ingressi con conversione standard indipendente per canale e 24 uscite 2110, 16 Advanced Keys, 4 multiview e 2 SuperSource; la versione Plus sale a 64 ingressi e 48 uscite. I prezzi annunciati partono da 7.995 e 14.295 dollari.
Poiché il raffreddamento front-to-back lascia poco spazio ai comandi sul frontale, Blackmagic ha affiancato l’ATEM Monitoring Rack Panel (da 995 dollari): converte 2110 su 10G Ethernet verso 12G-SDI e HDMI per il monitoring, integra un pannello di controllo con LCD e connettore talkback a 5 pin, include una connessione NMOS dedicata per il routing delle sorgenti IP e due porte 10G ridondanti per la conformità 2022-7. Completano il quadro l’HyperDeck ISO Recorder 100G per la registrazione ProRes su rete IP e la modalità live ST 2110 delle URSA Cine 100G, oltre a Fairlight Live per l’audio 2110.

La novità più interessante sul piano tecnico, però, è IP10. È il codec proprietario di Blackmagic pensato per un problema molto specifico: far passare video Ultra HD ad alto frame rate su un collegamento 10 Gigabit Ethernet mantenendo qualità broadcast a 10 bit 4:2:2. Blackmagic lo descrive come compressione lossless, con una latenza di appena otto campioni di pixel e un footprint FPGA ridottissimo. Soprattutto, è aperto e senza costi di licenza: consente di costruire flussi ST 2110 senza dover passare a infrastrutture di switching a 25 o 200GE. Per un OB van, per una sede remota o per un impianto di dimensioni medie è una scorciatoia pragmatica verso l’IP, e concretamente permette di trasportare 2160p59.94/60 su rete 10G.
Il segnale che IP10 stia uscendo dal recinto di casa arriva da Bridge Technologies, che allo stand 1.A71 ha annunciato il supporto al monitoraggio di IP10 sulla sonda di produzione VB440, con demo anche sullo stand Blackmagic. Un codec proprietario diventa credibile quando altri lo strumentano, e questo è esattamente quello che è successo.
A domani per altre news over IP direttamente da IBC 2026.












