A IBC 2026 Audinate presenta un flusso di lavoro che integra audio di rete, controllo PTZ, software di produzione e interoperabilità con ST 2110

Dante iris è la combinazione con cui Audinate vuole mostrare a IBC 2026 un modello di produzione AV più semplice, interoperabile e scalabile. Dallo stand di Amsterdam, l’azienda punta su reti unificate, integrazione con ST 2110, controllo PTZ e software di produzione per aiutare broadcaster piccoli e grandi a crescere senza moltiplicare infrastrutture, costi e complessità operative nel futuro broadcast.
Dante iris e la nuova regia AV su rete
Nel broadcast contemporaneo, la questione non è più soltanto scegliere un microfono, una telecamera o un mixer: il punto è capire come far convivere audio, video, controllo e software dentro un ambiente operativo coerente. È in questo quadro che Audinate si presenta a IBC 2026, in programma al RAI Amsterdam dal 10 al 14 settembre, presso lo stand C31 nella Hall 11. Dante e Iris non vanno letti come due prodotti isolati, ma come componenti di una strategia più ampia: rendere la produzione audiovisiva su IP più semplice da progettare, più rapida da gestire e più scalabile nel tempo.
Dante è già una piattaforma AV over IP ampiamente diffusa nell’ecosistema professionale. La sua forza sta nella capacità di collegare dispositivi audio e video su una rete comune, sostituendo cablaggi punto-punto e matrici dedicate con un’infrastruttura Ethernet gestibile. Mixer, processori, interfacce, amplificatori, microfoni, sistemi di registrazione e soluzioni video possono dialogare attraverso una logica di routing software, adottata da numerosi produttori del settore. Per molte realtà, questo significa poter modificare una configurazione senza riscrivere fisicamente l’impianto.
Iris si inserisce nello stesso ragionamento, ma dal lato del controllo camera. È una piattaforma software pensata per gestire telecamere PTZ tramite browser o app, riducendo il carico operativo sulle regie. Invece di richiedere più operatori dedicati a singole postazioni, Iris permette di centralizzare funzioni come movimento camera, preset, inquadrature e controllo remoto in un ambiente più leggero. Il beneficio non riguarda solo la riduzione dei cavi, ma l’organizzazione del lavoro: meno passaggi manuali, più coerenza tra set, studio e regia.
Il messaggio chiave è che una sola infrastruttura di rete può sostenere audio, controllo camera e software di produzione. Workflow che in passato richiedevano team numerosi, routing complessi e budget elevati diventano più accessibili anche a piccole emittenti, studi locali, università e centri corporate. Allo stesso tempo, i grandi broadcaster possono usare lo stesso principio per standardizzare più sedi, semplificare il supporto tecnico e scalare produzioni distribuite. Il tema interessa quindi entrambi gli estremi del mercato: chi deve fare di più con risorse limitate e chi deve governare sistemi grandi senza aumentarne la fragilità.
Interoperabilità con ST 2110 e dispositivi Dante
La migrazione del broadcast verso l’IP non avviene in un vuoto tecnologico. Molte emittenti stanno progettando o aggiornando infrastrutture basate su standard come SMPTE ST 2110, pensato per trasportare flussi professionali separati di audio, video e dati su rete IP. Allo stesso tempo, negli studi e nelle regie esistono già investimenti importanti in dispositivi Dante: mixer, interfacce, stagebox, processori audio, sistemi di monitoring e software di produzione. Il nodo pratico è far evolvere l’impianto senza rendere obsoleto ciò che funziona.
Gli aggiornamenti mostrati da Audinate puntano proprio su questo terreno: migliorare il dialogo tra ambienti ST 2110 e dispositivi Dante. In particolare, la possibilità di gestire flussi ST 2110-30 e configurazioni PTP direttamente tramite Dante Controller rappresenta un passaggio rilevante. ST 2110-30 riguarda il trasporto dell’audio PCM non compresso in reti broadcast IP, mentre PTP, cioè Precision Time Protocol, serve a mantenere sincronizzati i dispositivi collegati alla rete. Per un lettore non specialista, si può pensare al PTP come a un orologio comune: se ogni apparato segue lo stesso tempo, audio e video restano allineati.
Questa sincronizzazione è cruciale negli ambienti broadcast. Un ritardo minimo tra voce e immagine può risultare evidente in una diretta, in un dibattito televisivo o in un evento live. Quando audio, video e controllo viaggiano su rete, la precisione temporale non è un dettaglio tecnico, ma una condizione di affidabilità. Se una telecamera, un mixer audio e un sistema di playout non condividono riferimenti coerenti, il workflow rischia di diventare instabile proprio nei momenti in cui deve essere più prevedibile.
Il valore dell’interoperabilità non è soltanto tecnico. Consentire il dialogo tra sistemi diversi riduce il rischio di lock-in, rende più graduale la migrazione verso IP e permette agli integratori di progettare impianti su misura, combinando standard broadcast e dispositivi già presenti. Immaginiamo uno studio che utilizza da anni mixer, microfoni di rete e software compatibili con Dante. Con l’arrivo di una nuova infrastruttura ST 2110 per la produzione video, quello studio non deve necessariamente ripartire da zero: può integrare l’audio esistente nel nuovo ambiente, mantenendo continuità operativa e pianificando gli aggiornamenti per fasi.
Scalare la produzione senza aumentare complessità
La pressione a produrre più contenuti, in più formati e con tempi più stretti, non riguarda solo le grandi emittenti. Studi di produzione, università, house of worship, eventi live e content factory aziendali stanno affrontando la stessa esigenza: aumentare la capacità produttiva senza moltiplicare personale, cablaggi e sale di controllo. In questo scenario, la combinazione tra controllo camera software e audio su rete diventa una leva operativa concreta.
Iris è progettato per controllare oltre 400 modelli di telecamere PTZ di più di 30 marchi. Questo dato è rilevante perché il mercato delle PTZ è frammentato: scuole, sale conferenze, studi televisivi e luoghi di culto spesso adottano camere diverse per budget, disponibilità o caratteristiche ottiche. Una piattaforma capace di gestire modelli e brand differenti semplifica la standardizzazione dei flussi di lavoro. Le funzioni basate su AI possono inoltre assistere attività ripetitive come tracking del soggetto, regolazione dell’inquadratura e richiamo dei preset, liberando gli operatori da compiti a basso valore creativo ma ad alto impatto sulla continuità della ripresa.
L’evoluzione delle partnership con i produttori di camere rafforza questo approccio. L’integrazione a livello firmware, che rende alcune camere Iris-Enabled, riduce i passaggi di configurazione e permette un controllo più diretto dal software. In un’aula universitaria, ad esempio, una camera PTZ può seguire il docente, richiamare un preset sul tavolo dei relatori e inviare il segnale a un sistema di streaming senza richiedere una regia tradizionale completa. In una venue per eventi, più sale possono essere controllate da un team centrale, con configurazioni replicabili e tempi di avvio più brevi.
La parte audio segue una logica simile. Dante Virtual Soundcard e i dispositivi Dante permettono di portare l’audio di rete dentro software di streaming, registrazione e produzione. Un computer può ricevere canali audio dalla rete senza interfacce dedicate per ogni sorgente, mentre mixer e microfoni restano integrati nello stesso ambiente IP. Il risultato è un modello in cui team più piccoli gestiscono più funzioni attraverso un’unica rete, evitando infrastrutture parallele per audio, controllo camera e produzione.
Questa semplificazione non elimina la necessità di competenze. Reti affidabili, segmentazione, sicurezza, clocking e governance tecnica restano fondamentali. L’automazione e la scalabilità sono strategiche, ma funzionano davvero solo quando l’impianto è progettato con criteri professionali e responsabilità operative chiare.
Conclusioni
La proposta di Audinate evidenzia una tendenza chiara: il broadcast si sposta verso piattaforme IP capaci di unire audio, video, controllo e automazione. Se Dante facilita l’interoperabilità, Iris rende più accessibile la regia camera. Per emittenti, studi e integratori, il valore sta nella possibilità di partire in piccolo e scalare con continuità, proteggendo gli investimenti esistenti già presenti in azienda.












