
Per anni, allestire una produzione multicamera con telecamere PTZ ha significato mettere insieme una lista di componenti ben nota: un video mixer, un controller per le camere, un encoder per lo streaming, un registratore, qualche convertitore per far dialogare segnali IP e HDMI e, spesso, un monitor per il multiview. Ogni scatola in più porta con sé cavi, alimentatori, possibili punti di guasto e tempo di setup.
Con Mix One, Telycam, produttore noto soprattutto per le sue telecamere PTZ, ha provato a riunire tutto questo in un’unica console. Il riscontro ottenuto nel corso del 2026 suggerisce che l’idea abbia colto nel segno.
Il riconoscimento a IBC 2026
All’IBC di Amsterdam, che si è tenuto alla RAI dall’11 al 14 settembre 2026, Mix One ha ottenuto un Best of Show Award nella categoria Sound & Video Contractor (SVC).
I Best of Show sono assegnati dalle testate B2B del gruppo Future. Le candidature vengono valutate da una giuria di esperti indipendenti su innovazione, eccellenza tecnica, qualità costruttiva, benefici operativi, rapporto costo/prestazioni e capacità di cambiare il mercato.
Il premio arriva a pochi mesi dal debutto: Mix One è stato annunciato a gennaio, presentato per la prima volta a ISE 2026 a Barcellona e poi mostrato anche al NAB 2026.
Che cos’è, in concreto
In una sola unità compatta, Mix One svolge i ruoli di encoder, decoder, monitor, video switcher e controller PTZ.
Il punto chiave è l’approccio PTZ-first. Mix One non è un mixer generico a cui è stato aggiunto un joystick: è progettato fin dall’inizio per chi lavora con telecamere robotizzate. L’obiettivo è gestire inquadrature e messa in onda dalla stessa postazione, anche con un solo operatore.
Ingressi e uscite: un approccio ibrido
Il mixer gestisce fino a 6 sorgenti simultanee, che possono essere combinate liberamente tra segnali IP e fisici:
- Ingressi fisici: due HDMI e un ingresso video via USB-C/DisplayPort fino a 1080p60.
- Protocolli IP: NDI HX3, SRT, RTMP e RTSP, sia in ingresso sia in uscita.
- Conversione di formato: disponibile su tutti gli ingressi.
Per chi lavora ogni giorno con flussi di rete, questo cambia l’architettura dell’impianto. Le PTZ NDI entrano direttamente nel mixer tramite la LAN, senza schede di acquisizione né convertitori. Un contributo remoto può arrivare in SRT. Il programma può essere inviato in NDI a un altro sistema, oppure in RTMP/SRT a una piattaforma di streaming.
Le uscite fisiche comprendono:
- Due HDMI, di cui una AUX con Multiview o Preview, fino a 1080p60.
- Un’uscita UVC MJPEG 1080p60.
- Un’uscita DisplayPort 1080p60.
L’uscita UVC è particolarmente comoda quando il programma deve entrare come “webcam” in Teams, Zoom o in un software di streaming su PC.

Controllo PTZ integrato
Questa è la parte che distingue Mix One dalla maggior parte dei mixer compatti.
Le telecamere si pilotano in due modi:
- Via seriale: RS232/RS485 con protocollo VISCA.
- Via IP: NDI PTZ, VISCA over IP e UDP/TCP.
Questo significa che si possono gestire anche camere di altri marchi, purché compatibili con questi protocolli.
Il controllo fisico si basa su un joystick 4D a effetto Hall per pan, tilt e zoom e su una manopola dedicata al fuoco con velocità regolabile. Per ogni camera si possono memorizzare fino a 6 preset.
Il joystick a effetto Hall non è un semplice dettaglio da scheda tecnica. Poiché non ha contatti striscianti, si usura meno e mantiene la precisione nel tempo, cosa che conta molto sui movimenti lenti in diretta.
Audio
La sezione audio copre le esigenze tipiche di una produzione leggera. Offre un ingresso XLR con alimentazione phantom a 48V, un line-in e un line-out stereo, e fino a sei canali audio che seguono i rispettivi ingressi video.
Sono disponibili anche:
- regolazione del livello per ogni ingresso, mute e routing;
- Audio-Follows-Video con controllo indipendente;
- meter in tempo reale nel Multiview.
Mix One non sostituisce un mixer audio dedicato in un evento complesso. Per un podcast, un’intervista o una lezione, però, basta collegare un radiomicrofono o l’uscita di un piccolo mixer, senza aggiungere altro.
Interfaccia, grafica, registrazione e streaming

Interfaccia. Il controllo principale avviene tramite un touchscreen da 8,8″ (1920×480), affiancato da un display di controllo da 2,4″. Una WebUI replica le stesse funzioni tramite la rete. In questo modo la console può restare vicino alle camere mentre l’operatore lavora da un’altra postazione.
Keying e grafica. Sono disponibili keyer upstream e downstream con chroma key, luma key e pattern key. Il mixer include anche un set di grafiche pronte: titoli, lower third, orologi e testi scorrevoli. I gruppi di layer si possono salvare ed esportare da un dispositivo all’altro.
Registrazione. Il formato è MP4 (H.264 + AAC), su chiavette USB, hard disk o schede SD. I file vengono suddivisi automaticamente in segmenti da 5 a 60 minuti.
Streaming. Il segnale si invia direttamente a YouTube, Twitch o a qualsiasi destinazione RTMP/SRT.
Profili di configurazione. Si possono salvare e richiamare configurazioni complete, una funzione molto utile nel lavoro ripetitivo: la regia della produzione settimanale si ripristina in pochi secondi.
Alimentazione e ingombri
Mix One si alimenta in DC 12V/5A oppure tramite PoE++ da 72W sulla porta Gigabit. A riposo consuma 22W e misura circa 391 × 190 × 124 mm.
In un’installazione fissa, un solo cavo di rete porta alimentazione, video IP e controllo. In mobilità, significa avere meno alimentatori da trasportare.
Casi d’uso: dove Mix One fa la differenza
Luoghi di culto e piccoli auditorium
Con due o tre PTZ NDI, un operatore volontario, spesso non tecnico, può impostare i preset durante le prove. In diretta, dalla stessa superficie di controllo, richiama le inquadrature e le manda in onda. Il salvataggio dei profili riduce gli errori da una celebrazione all’altra.
Education e formazione aziendale
Le aule ibride e le sale convegni hanno esigenze ricorrenti: una camera sul relatore, una sulla platea e il PC delle slide. Il PC si collega in HDMI o USB-C e le camere tramite la rete. L’uscita UVC porta il programma direttamente nella piattaforma di videoconferenza, mentre la registrazione su USB archivia la lezione senza un registratore dedicato.
Podcast video e produzioni corporate
Uno studio con due o tre camere, un microfono XLR, lower third e streaming diretto corrisponde esattamente al profilo per cui il prodotto è stato pensato: podcast, interviste, webinar e contenuti gestiti direttamente dai creator.
Eventi live e produzioni leggere in mobilità
Per un integratore o un service, Mix One può ricevere contributi SRT e inviare il programma in NDI a un sistema più grande. Questo lo rende utile sia come sotto-regia sia come sistema autonomo per eventi di piccola e media scala.

In conclusione
Mix One interpreta bene una tendenza del settore: portare il flusso di lavoro IP e il controllo PTZ in un unico strumento, accessibile anche a team ridotti e a operatori non specializzati.
Per integratori, service e responsabili AV significa meno componenti da specificare, installare e manutenere. Per chi opera, significa una produzione multicamera più rapida da impostare e più facile da ripetere. Il Best of Show conquistato a IBC 2026 conferma che la giuria ha visto nel prodotto qualcosa di più di un mixer compatto: un modo diverso di pensare la regia PTZ.
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