
Il protocollo open source che ha mandato in pensione satelliti e linee affittate: come funziona SRT, perché regge dove RTMP crolla, e cosa c’entrano gli zainetti.
Con NDI in LAN si vive benissimo, ma prima o poi il segnale deve uscire dall’edificio — e lì fuori c’è Internet, con le sue perdite di pacchetti, il jitter e zero garanzie. SRT (Secure Reliable Transport) nasce esattamente per questo: sviluppato da Haivision e rilasciato open source nel 2017 con licenza LGPL, è un protocollo di trasporto pensato per portare video di qualità broadcast attraverso reti pubbliche inaffidabili, con latenza bassa e configurabile e cifratura integrata. Attorno gli è cresciuta la SRT Alliance, che conta oltre 700 aziende. A differenza del vecchio RTMP, SRT la rete cattiva se la aspetta: compensa attivamente perdite, jitter e fluttuazioni di banda, adattando il flusso alle condizioni reali del collegamento.

Come funziona, in due parole
SRT viaggia su UDP, ma ci costruisce sopra quello che a UDP manca: affidabilità e sicurezza. Il meccanismo principale è l’ARQ (Automatic Repeat Request): il ricevitore tiene d’occhio i numeri di sequenza e, quando un pacchetto manca all’appello, ne chiede la ritrasmissione immediata al mittente. A questo si affianca la FEC opzionale — pacchetti ridondanti che permettono di ricostruire i dati persi senza nemmeno chiederli di nuovo — e un controllo continuo del collegamento: SRT misura RTT, banda disponibile e perdita, e adatta il comportamento di conseguenza. Il risultato regge fino a circa il 25% di perdita di pacchetti. Il tutto dentro un tunnel cifrato AES-128/256 negoziato dal protocollo stesso: niente viaggia in chiaro dall’encoder al decoder.

La latenza è il parametro su cui si gioca tutto, ed è configurabile: si imposta un buffer (di solito circa 4 volte l’RTT del collegamento) che dà all’ARQ il tempo di recuperare i pacchetti persi. Su un collegamento nazionale decente si lavora tranquillamente nell’ordine dei 120 ms; su tratte intercontinentali o reti pessime si sale a qualche centinaio di millisecondi o più. È il compromesso che rende SRT onesto: dichiari quanta latenza puoi permetterti, e lui ti dice quanta affidabilità può darti.

Caller, Listener, Rendezvous
Tre modalità operative, e capirle evita il 90% dei problemi di messa in onda (e delle telefonate all’IT per aprire porte). Il Caller avvia la connessione verso IP e porta remoti: tipicamente è l’encoder sul campo che “chiama” il server di ricezione. Il Listener resta in ascolto su una porta nota e accetta le connessioni in ingresso: tipicamente il server in sede, con porta aperta sul firewall. Il Rendezvous fa incontrare i due capi a metà strada: entrambi si connettono simultaneamente allo stesso endpoint, attraversando NAT e firewall senza port forwarding — prezioso per le contribuzioni occasionali.

Dove si usa davvero
Il caso d’uso principe è la contribuzione: portare il segnale dal campo alla regia, o da una sede all’altra, senza satellite né circuiti dedicati. Emittenti che si scambiano segnali via Internet con qualità garantita e cifratura al posto delle linee affittate; regie REMI che ricevono i segnali di più location remote; streamer e broadcaster che con OBS, vMix o un encoder hardware mandano in diretta con qualità broadcast; piattaforme OTT che alimentano i propri origin server; aziende che distribuiscono eventi interni e webinar. Se c’è di mezzo Internet e il video deve arrivare intero, quasi sempre c’è di mezzo SRT.
Gli zainetti: bonding cellulare + SRT
E poi c’è il caso d’uso che si vede a bordo campo: lo zainetto. Gli encoder mobili con bonding cellulare aggregano più connessioni contemporaneamente — 4G/5G multi-SIM, Wi-Fi, Ethernet — e ci spalmano sopra il flusso, sommando la banda e coprendo i buchi di una rete con le altre. Sopra questo strato, SRT (o protocolli proprietari affini) mette affidabilità e cifratura: il risultato è una diretta stabile da luoghi dove un tempo serviva il ponte satellitare. È lo strumento che ha cambiato il giornalismo e lo sport minore: Teradek con il Prism Mobile — lo zainetto 5G con modem multipli, riferimento nel news e nello sport — e Kiloview con la serie P, encoder bonding 4G/5G tascabili, coprono le due fasce del mercato. Per le postazioni fisse, un Magewell Ultra Encode è il coltellino svizzero: piccolo encoder multi-protocollo che parla SRT, NDI|HX, RTMP e compagnia, perfetto come mandata permanente tra sedi.

SRT vs RTMP vs NDI
Tre protocolli che spesso convivono nello stesso impianto, ognuno al suo posto: NDI dentro l’edificio, SRT tra gli edifici, RTMP ormai solo dove le piattaforme lo impongono.
| RTMP | SRT | NDI | |
|---|---|---|---|
| Rete target | Internet (legacy) | Internet / WAN | LAN locale |
| Latenza | 2–5 secondi | Da ~120 ms, configurabile | 1–2 frame |
| Sicurezza | Nessuna nativa | AES-128/256 integrata | Cifratura via NDI Bridge |
| Perdita pacchetti | Non tollerata | ARQ + FEC, fino a ~25% | Pensato per LAN affidabili |
| Qualità massima | HD, codec limitati | 4K HDR, codec moderni | 4K+ con HX3 / Full NDI |
| Licenza | Proprietario (Adobe) | Open source (LGPL) | SDK gratuito, proprietario |
| Uso tipico | Ingest verso social | Contribuzione su IP | Produzione in studio |
Cosa serve davvero (checklist da messa in onda)
La buona notizia: niente hardware speciale, SRT gira ovunque — da FFmpeg a OBS fino agli encoder di cui sopra. La configurazione, però, va fatta con criterio.
- Latenza SRT impostata ad almeno ~4× l’RTT del collegamento
- Banda disponibile ≥ bitrate + 25% di overhead per le ritrasmissioni
- Passphrase AES concordata tra i due capi (e non “1234”)
- Porta UDP aperta lato Listener; Rendezvous se il NAT non collabora
- Bitrate encoder prudente: meglio stabile che al limite
- Test preventivo del collegamento con le statistiche SRT (RTT, perdita, ritrasmissioni)
In sintesi
SRT ha fatto per la contribuzione quello che NDI ha fatto per lo studio: ha preso una cosa costosa e l’ha resa una configurazione. Un protocollo open source, adottato da un’alleanza di oltre 700 aziende e integrato ovunque — da FFmpeg agli zainetti 5G — che porta la qualità broadcast sulla rete più inaffidabile che ci sia. La linea affittata è diventata una passphrase e una porta UDP: Internet, finalmente, merita di meglio. E adesso ce l’ha.
SRT è rilasciato sotto licenza LGPL (github.com/Haivision/srt · srtalliance.org). I nomi di prodotto citati appartengono ai rispettivi proprietari.












